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| ...eroe non è chi non cade mai, ma chi ha la forza di rialzarsi... | |
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09 Settembre 2008
e voi?vi rendete conto in quasi nessun post, in quasi nessun blog si scriva di momenti in cui si e' felici? si finisce sempre per piangersi addosso, per dare sfogo alla disperazione....che fine ha fatto la felicita'? lo stare bene? Vai alla home di questo BLOG Segnala un abuso nel post | Amo1. quel
2. che 3. fa 4. tremare 5. il cuore Odio1. cattiveria
2. falsità 3. irrispettosità 4. razzismo 5. tediosità Linkstitolo nuovo riquadroLA DROGA
In certi momenti non puoi fare niente, ti senti una nullit‡, un rifiuto lasciato al buio in un vicolo cieco. In momenti come questi che ti accorgi di cosa hai bisogno, che puoi avere Lei come pusher dellíunica droga alla quale non potrai mai dire di no. Líamore. Ti riempie la testa, ti acceca la vista ti tiene sempre in festa. E ogni momento sei al centro del mondo. E non chiedi altro. » questo che ti d‡ la forza, la spinta per continuare. Credere nellíamore, spesso, troppo spesso, Ë rischiare, ma Ë vivere. Sempre.
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14 commenti
tut-tut
Però... però posso dirti perché IO scrivo in un blog. Anzi, in più blog (perdonatemi, ma il mio vero verissimo inconscio non riesco a rivelarlo a persone come voi, che mi conoscete nella vita reale).
Io ci scrivo... perché non ho ancora trovato una persona che mi faccia sentire tanto a mio agio da poterle raccontare tutto di me.
E perché io non ho voglia di rivelarmi totalmente a nessuno, forse per paura o chissàcos'altro.
E una persona così, se ci fosse, sarebbe la mia "migliore amica", probabilmente.
La mia domanda è: cosa raccontano le persone ai propri confidenti? Cosa raccontano quando hanno bisogno di sfogarsi, futili chiacchierate a parte?
La mia opinione è che parlino di emozioni.
Pure, fragili emozioni.
Che inevitabilmente si dividono in emozioni piacevoli e spiacevoli. Amore, infatuazione, cotta, amicizia, sogni, desideri, speranze, gioie.... ma anche dolore, tristezza, rabbia, amarezza, delusione.
Le une belle, le altre meno desiderate. Ma ovvie nella vita di una persona.
Perché qual è, in realtà, la linea che separa le une delle altre? Non è netta.
L'amore con il dolore, i sogni con la delusione, le speranze con l'amarezza.
E dirò di più, secondo me la felicità va a braccetto con la tristezza.
Come illuminare, esaltare i momenti di gioia senza che essi vengano resi più vividi da periodi di dolore?
E se il dolore ci chiede uno sfogo, ben vengano i lacrimevoli testi su blog.
Per parte mia (mi ricorda qualcosa) adoro leggere questi testi, quando sono scritti bene, perché richiamano in me una malinconia che è tipica dell'amore, una sensazione che adoro.
Ti capita mai di buttarti giù subito dopo che le endorfine o qualsivoglia ormone hanno fatto il loro corso per darti un momento di gioia? a me si (credo siano gli ormoni il problema... stupidi ormoni!!)
ok dopo questo sproloquio (e dire che non dovevo fare disquisizioni in merito) rispondo alla tua domanda (halleluja): sono felice a metà. Diciamo che so che dovrei essere felice perché sono fortunata, e per certi versi lo sono, ma al tempo stesso mi rendo conto di quante cose non vanno in me o in quello che sto facendo o in quello che vorrei fare.... e a quel punto mi chiedo cosa sia davvero la felicità.
poi generalmente mi calo, altrimenti con questi dubbi esistenziali non campo :)
fedasdf
per molte persone il blog è un luogo dove sfogarsi, dove mostrare (approfittando dell'anonimato e di una relativa apersonalità) anche quelle parti di sè che non si riescono a mostrare di persona... inoltre io mi sono trovato nella situazione in cui stavo bene e ho scritto un paio di post "felici" dopodichè... avevo già detto tutto... le felicità si spiega stranamente in 4 parole, il dolore, la paranoia, la paura, l'odio, la solitudine etc... quelli no... per quelli ci sono sempre nuove parole che premono da dentro per uscire, che si sente il bisogno di far uscire... e non è quando si sta bene che si ha bisogno di affermare la propria esistenza, o di farsi aiutare, o di sfogarsi... spero che troverai queste ragioni soddisfacenti...
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Mi sento di fare un distinguo, però.
Anche in qualche post di un bel po' di tempo fa ne ho già parlato. Quando si scrive in un blog, o in un qualunque altro posto in cui passa per lo più gente che non si conosce e la si vuole interessare ed ammaliare con le proprie parole, il quotidiano non funziona. Odio quei blog dove scrivono: "A presto! Vado in vacanza...tvbukdb", oppure "oggi sono stato/a a fare la spesa ed ho preso sei uova. Che palle"... a chi lo dici! Se sei stufo/a tu, figurati il disgraziato a cui capita di leggerti!
Poi ci sono la felicità e le vite che vanno bene. Ecco un'altro caso che a volte può essere palloso; nel senso, se uno ricade nella banalità e la ripete all'infinito, stufa. "Sono sempre felice, trallalà, amo la mia famiglia, i miei insegnanti, il mio pesce rosso e la nonna, trallalà..."
Un ottimo esempio di felicità "interessante" è il tuo post. Non hai scritto "sono felice", punto. Hai annesso le cause, e per cosa anche non lo sei, e pure un'invettiva contro chi non lo è mai. O non vuole esserlo mai.
E arriviamo al dolore. Eee, l'uomo del Novecento, ed anche del Duemila, è un uomo sadico, cinico, senza cuore. No, scherzo, è solo alla ricerca del proprio male, visto che vive troppo bene. Almeno per la nostra società. Dopo, se vai nelle tribù nomadi africane, vedi come si accontentano di un bicchiere d'acqua pulita ed un tozzo di pane. Comunque, senza uscire di tema...è molto più interessante leggere di un'uomo che si dispera. Sempre se è scritto bene. Ma ormai si è capito che questa è una clausola che vale per ogni tipo di lettura. Solo la commedia ha protagonisti che non hanno cambiamenti di tipo psicologico, un'evoluzione, ed è per questo che vengono considerate un genere "leggero". La tragedia, però, ti coinvolge, ti rende partecipe della storia, ti fa soffrire ed "evolvere" con i protagonisti: insomma, colpisce di più. E, diciamoci la verità, quando stiamo abbastanza bene, è bello cedere al vittimismo e credere di stare male. La gente ti commenta dicendoti: "su forza, sii forte"; e pensa "poverino...". Attiri l'attenzione.
Ora devo fare come Puck e la Nonciclopedia, e dire di non prendervela a male, se vi ho offeso. Prendetevela malissimo, perchè il mio modo di farmi notare è questo. X>
E scusa per il tema, Meme. =)